Hai la mia parola

Hai la mia parola

Me lo aveva detto, mi aveva insegnato anche questo: Nera, le parole possono divenire fatti, quando ci metti dentro passione e convincimento. Se per esempio racconti che le tue carni sono di burro, potrebbero diventare di burro. Se vai dicendo la speranza, lei potrebbe arrivare. Lo stesso può accadere con la paura, con il riscatto, con la mestizia, con la ribellione, con l’amore. Perciò, pensa bene a quali parole usare. Scegli le frecce, ma sceglile con cura, potrebbero centrare il bersaglio.

Quello di Patrizia Rinaldi è un romanzo d’avventura, in cui il racconto si fonde alle immagini create vividamente nella mente del lettore grazie ad una scrittura fluida, accattivante ed estremamente realistica. È ambientato in Sardegna, isola dalla bellezza struggente e dai mille contrasti, benché non immediatamente riconoscibile.

La storia è quella di due sorelle, Nera e Mariagabriela. Quest’ultima bellissima e riservata, la prima zoppa, dai lineamenti apparentemente poco gradevoli, eppure dotata di un talento preziosissimo: la capacità di narrare. Sarà proprio questo dono ad essere cura e salvezza per entrambe le sorelle, vittime dei soprusi di un signorotto, che molto ricorda il ben più noto Don Rodrigo, e della matrigna, anch’essa ispiratasi quanto a cattiveria e avidità alla più conosciuta matrigna di Cenerentola.

La vita è stata crudele con Nera e Mariagabriela.

Purtroppo, ha tolto loro la madre, costringendole a vivere con un padre indolente e disinteressato, vittima egli stesso della moglie Imma Rossa (o Imma Grossa, come la hanno soprannominata le sorelle, in onore alla sua stazza), che certo non mostra affetto per le due bambine.

Nera, la meno fortunata, ama i libri e grazie alla Monaca Ganar ha imparato a leggere e scrivere, a raccontare storie e così a fuggire, insieme alla sorella, dalla mestizia quotidiana che le affligge. Questa profonda unione, però, verrà messa in pericolo dal Visconte della Casata dei Cardi che pretenderà di avere a corte Mariagabriela, come serva. Imma Grossa sarà tutta un giubilo, ma per Mariagabriela e Nera sarà la peggiore delle notizie. Ribellarsi al volere del Visconte porterà Mariagabriela alla gogna, dalla quale riuscirà a liberarsi, fuggendo, almeno così verrà riferito dal viscido Salvo di Contrabbando, dal castello.

Per Nera la potenziale perdita della sorella sarà insopportabile e si avventurerà in un viaggio fatto di imprevisti, inganni, travestimenti e ingiustizie, alla ricerca di Mariagabriela, insieme al fidato Michelino di cui presto scoprirà e ricambierà l’amore.

I due ragazzi attraverseranno luoghi impervi e prove difficili, troveranno diffidenza, ma anche accoglienza e la capacità di Nera di dar forma alle parole li salverà più di una volta, fino a riportarli al punto di partenza, lì dove troveranno ciò che cercavano.

Nera avrà guadagnato sicurezza, fierezza, beltà (fino ad allora solo nascosta dalla cattiveria che tutti le riversavano addosso) e un soprannome più adatto a lei: non sarà più la zoppa, ma Donna La Riccia, cantrice di storie e nobile d’animo.

Sarà ancora una volta la parola, la forza della parola e della narrazione a salvare le sorelle e a riportare alla luce Mariagabriela, ormai schiacciata dal buio delle oppressioni subite.

È un romanzo potente, che rende omaggio alle parole e ne dichiara l’amore profondo, Non solo, ne ricorda il valore e la forza, nel bene e nel male. È un inno al rapporto tra sorelle, all’affetto profondo che lega due esseri umani carne della stessa carne, ma è un inno all’amore in generale, alla speranza, alla vita, alla capacità di accettare i propri limiti e farne delle immense virtù.

Titolo: Hai la mia parola
Autore: Patrizia Rinaldi
Editore: Sinnos Editrice
Edizione: 2020
Pagine: 212 p., ill. , Brossura

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Le parole e le immagini colorano e riempiono la mia vita. La passione per la lettura mi accompagna sin da quando riesco ad averne ricordo, la mia formazione giuridica mi ha permesso di comprendere che la forma è importante quanto la sostanza e che la narrazione regala forme a sogni, desideri e realtà carezzevoli. Promuovere la lettura vuol dire gettare il seme della curiosità, dell'accoglienza e della condivisione. Io cerco, nel mio piccolo di farlo, con gli adulti e con i bambini. Lo faccio ogni giorno con i miei figli, ai quali spero di lasciare la capacità di non giudicare. Leggere è un passione che ho sempre abbinato ad un'altra, che per me viene da molto lontano: la cucina. Preparare una pietanza è un atto d'amore, condividerla è un privilegio. Con allegria, spensieratezza e un po' di follia, provo a stimolare la creatività dei più piccini (e non solo) abbinando ad ogni libro qualcosa di buono da gustare.
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