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Flix e la fine dell’apartheid tra cani e gatti

Flix

La casa editrice Camelozampa non è nuova a “recuperi” di rilievo. È questo il caso di Flix pubblicato per la prima volta nel 1997 e tradotto in Italia da Glauco Arneri per Mondadori nel 1998. Non conosco questa edizione, ma la traduzione di Sara Saorin certamente gli restituisce nuova vita.

Flix nasce dall’estro artistico del grande maestro Tomi Ungerer cui è stato dedicato un museo a Strasgurgo , un percorso tematico di circa 300 opere originali.

Ma chi è Flix?

Flix
Flix di tomi ungerer, camelozampa 2021

Flix era un giovane carlino che nacque a Borgatto da due genitori gatti. La notizia fu così clamorosa che fece il giro del paese.

Uno scherzo della natura!

Si disse.

Flix cresceva come un bambino allegro, vivace e gentile. Imparò il gattese, che pronunciava con accento canino, imparò ad arrampicarsi sugli alberi come i gatti e apprezzava tutto quello che la mamma gli cucinava, dai topi fritti agli hot dog. Spesso trascorreva la domenica al fiume insieme alla sua famiglia e al suo padrino, Zio Medoro, un cane bassotto che gli insegnava a nuotare e a parlare canino, che Flix pronunciava con accento gattese.

Flix
FLIX DI TOMI UNGERER, CAMELOZAMPA 2021

Tuttavia Flix, a causa della sua diversità, era spesso solo. Nessuno voleva giocare con lui. Fu così che quando arrivò il momento di andare a scuola, Flix si trasferì a Canecittà da suo Zio Medoro dove, con il tempo, diventò un bravissimo violinista. Flix tornava spesso dai suoi genitori a Borgatto. Una domenica, in particolare, mentre passeggiavano sulle rive del fiume, notarono un gatto che annaspava nell’acqua. I gatti, come noto, non sanno nuotare. Così Flix non ci pensò due volte, si tuffò e senza paura trascinò a riva il gatto. Con quel gesto, Flix si guadagnò l’ammirazione e il rispetto di tutta la comunità felina.

Dopo la scuola si iscrisse all’Università e un giorno, mentre faceva allenamento, notò che era scoppiato un incendio in dormitorio. Anche in questo caso Flix fu determinante. Si arrampicò su di un albero e salvò la barboncina in pericolo. Alla fine Flix conquistò tutti con il suo modo di essere, così aperto e generoso verso tutti.

Una volta adulto decise di entrare in politca e fece di tutto affinché le due città, Borgatto e Canecittà, avessero un’unica amministrazione, scuole miste, rispetto reciproco e stessi diritti. Il finale della storia non ve lo racconto, ma certamente non vi lascerà indifferenti.

Una lezione di civiltà e tolleranza

Tomi Ungerer è nato a Strasburgo nel 1931, il più giovane di quattro bambini, con un padre artista e costruttore di orologi astronomici. Pochi anni dopo la sua città venne invasa dai tedeschi e, da allora, non ha mai smesso di viaggiare. Una vita sospesa tra Alsazia, Stati Uniti, Canada e Irlanda. Una vita vissuta sempre tra diverse frontiere, non solo geografiche ma anche politiche e artistiche. I suoi disegni, spesso veri e propri manifesti politici, si sono nutriti di indignazione senza perdere la grande ironia di cui era portatore. Nei suoi anni in America la sua produzione grafica si carica di figure forti, amare, corrosive. Lui stesso dirà:

Sono prodotti astutamente popolari, non vogliono piacere ai consumatori di carta patinata. Vogliono parlare a un pubblico disposto ad ascoltare.

Tomi Ungerer, a cura di Paola Vassalli, Carte Segrete, 1991

Ed è quello che Tomi Ungerer ci chiede anche in questo caso. Ascoltare. In Flix emerge forte la sua indignazione, la sua volontà di denunciare l’intollerenza nei confronti della diversità. Tomi Ungerer ci mostra una cosa importantissima. Le diversità esistono, fanno parte della natura dell’uomo, nel senso che ogni individuo possiede delle caratteristiche che lo rendono differente dagli altri. Unico. Speciale. Irripetibile. Quindi il punto non sono le differenze, ma quanto possiamo imparare da culture e paesi diversi e quanto questo atteggiamento sia in grado di aprirci al mondo. Flix, infatti, è riuscito a salvare il gatto dalle acque del fiume solo perché sapeva nuotare come un cane e al tempo stesso è riuscito a salvare Mirzah solo perché aveva abilità da gatto. Proprio grazie a queste attitudini, Flix otterrà l’unione di entrambi i mondi di cui faceva parte sin dalla nascita. Una lezione la sua di grande civiltà e tolleranza.

Infine, una piccola curiosità.

Come Hitchocock amava apparire di nascosto nei suoi film, anche Tomi Ungerer ha sempre amato giocare con i suoi disegni. Nelle tavole di Flix è possibile rintrattacciare alcuni ammiccamenti scherzosi, come per esempio un rubinetto che disegna nei modi più fantasiosi e che ritroviamo qua e là tra le pagine del libro. Non ci avevate fatto caso? Allora non vi dico nulla, lascio a voi la piacevole scoperta!

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Mariapia Basile
Mariapia Basile è fondatrice di Firmino, sito specializzato sui temi dell'educazione alla lettura e della segnalazione di tutto quello che di nuovo c'è nel panorama editoriale della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza. Avvocato e insegnante di sostegno nella scuola superiore di secondo grado, appassionata di letteratura giovanile, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti.