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Capire e vedere l’autismo. Dove sei, piccolo Giulio?

Autismo

Cari lettori e care lettrici, in genere non amo pubblicare articoli e consigli di lettura in occasione di giornate istituite per sensibilizzare la popolazione verso qualcosa in particolare. Le trovo in realtà poco efficaci e ormai prive di valore visto il loro moltiplicarsi. L’unica giornata a cui dedico attenzione negli ultimi due anni è proprio il 2 Aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU. La ricorrenza richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico.

Lo faccio perchè ritengo sia una questione cruciale parlarne e provare così a prendere consapevolezza dei disturbi dello spettro autistico, delle loro pecualiarità e finalmente rapportarci ad essi con uno sguardo nuovo.

E credo che libri come quelli di Giovanni Colaneri colgano nel segno in quanto riescono a raccontare l’autismo con grande delicatezza e semplicità.

Dove sei, piccolo Giulio?

di Giovanni Colaneri, Uovonero, 2023

Non è la prima volta che Giovanni Colaneri prova a raccontare la disabilità, cosa naturalmente non semplicissima visto il pericolo sempre dietro l’angolo di scadere in stereotipi e luoghi comuni. Ma la cifra stilistica di Colaneri ben si concilia con una narrazione che ha come unico obiettivo quello di raccontare una storia senza la pretesa di insegnare alcunchè.

Anche in questo albo, come in Che cos’è una sindrome, la narrazione è affidata ad una voce esterna che con poche, a volte pochissime parole per pagina prova a dare una risposta alla domanda iniziale: dove sei, piccolo Giulio?

Che cos’è l’autismo?

Sappiamo che l’autismo è una sindrome causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato. Le aree maggiormente interessate sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri (Baird, Cass e Slonims, 2003; Berney, 2000; Rutter, 1978; Szatmari, 2003). I disturbi collocabili all’interno dello spettro autistico sappiamo essere molto variabili da persona a persona, difatti in alcuni casi è giusto parlare di disabilità in altri è più appropriato parlare di neurodiversità.

Ma al di là delle diverse variabili, il bambino o la bambina autistica hanno difficoltà ad entrare in contatto con gli altri, ad interagire con l’altro sviluppando l’intersoggettività, risultando spesso compromessa anche la capacità di di convididere emozioni e stati mentali.

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Giovanni Colaneeri, Dove sei, piccolo Giulio?, uovonero

A causa delle difficoltà comunicative e relazionali, spesso i bambini e le bambine autistiche, proprio come Giulio, sembrano a volte lontani, con lo sguardo che volge all’infinito e tu sei lì e non puoi far altro che dire:

Eccoti.

Sei proprio qui.

Di fronte a me.

In realtà non so dove sei davvero.

In questo l’autore riesce a fornirci una rappresentazione autentica, pur nella sua semplicità, dell’universo a volte impenetrabile in cui i bambini e le bambine autistiche si perdono. Nel mio lavoro come insegnante di sostegno, spesso mi capita di osservarli e ripetermi: dove sei? Ti cerco e non ti trovo.

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Giovanni Colaneeri, Dove sei, piccolo Giulio?, uovonero

Non è facile stabilire con loro una forte connessione. Come questo albo mostra, i famigliari imparano a comunicare e ad entrare in sintonia con loro e con il loro universo. La sorella di Giulio sa dove si nasconde, soprattutto quando qualcosa non va dice l’autore. Durante i meltdown i bambini e le bambine autistiche sperimentano emozioni molto intense che devono attraversare e non è facile star loro accanto in questi momenti, soprattutto se non si sa cosa fare.

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Giovanni Colaneeri, Dove sei, piccolo Giulio?, uovonero

Alla fine l’albo chiude con due tavole molto intense. La mamma sembra enorme agli occhi di Giulio, la sua figura non entra per intero nel suo campo visivo. Sarà questo il modo in cui percepiscono gli altri? Allora, per entrare nel loro universo occorre intercettare la loro orbita, stabilendo così un rapporto di fiducia.

Giovanni Colaneeri, Dove sei, piccolo Giulio?, uovonero

Un albo, come dice Roberta Favia, al limite del divulgativo perchè riesce a raccontare l’autismo con una precisione quasi manualistica, ma senza definizioni e parole complesse. Per questo ha secondo me un grande poteziale: quello di riuscire a parlare proprio a tutti, grandi e piccini. Un albo necessario in un tempo come questo in cui occorre maturare una maggiore consapevolezza sull’autismo affinché si possa davvero promuovere un mondo più accogliente e abitabile per tutti. 

Mariapia Basile è fondatrice di Firmino, un progetto che nasce con l'intento di promuovere l'educazione alla lettura, l'inclusione, l'accessibilità e di diffondere la pratica della lettura condivisa ad alta voce. Insegnante di sostegno nella scuola superiore di secondo grado, esperta di letteratura giovanile e in lettura ad alta voce realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti.