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Harold e la matita viola

Harold

Oggi parliamo di un albo pubblicato per la prima volta da Harper & Brothers nel 1955. Sì avete letto bene, parliamo di un albo che ha ben 65 anni ma che è estremamente attuale tanto da poterlo definire senza margine di errore, un vero e proprio classico.


?????? ? ?? ?????? ?????, è un capolavoro del fumettista e illustratore americano Crockett Johnson. Portato in Italia nel 2000 da Einaudi Ragazzi, ritorna, attesissimo, sugli scaffali grazie alla casa editrice Camelozampa nella nuova traduzione di Sara Saorin.

Il grande pregio di questo albo è senza dubbio la straordinaria capacità di rappresentare con freschezza e sensibilità l’immaginario dei bambini. Le mie bimbe sono subite entrate in connessione empatica con questo bimbetto in pigiama, tanto da volerlo rileggere per diverse sere consecutive emozionandosi ad ogni lettura.

Gli anni della prima infanzia sono caratterizzati da quello che viene definito il pensiero magico:


Il mago è assiso sul suo alto seggio e riguarda il mondo con favore. Egli è al colmo della sua potenza. Se chiude gli occhi fa sparire il mondo. Se li riapre lo fa riapparire. Se in lui c’è armonia, il mondo è armonioso. Se la rabbia frantuma la sua armonia interiore, si frantuma l’unità del mondo. Se sorge in lui un desiderio, egli pronuncia le sillabe magiche che fanno apparire l’oggetto desiderato. I suoi desideri, i suoi gesti, i suoi suoni comandano l’universo.

S.H. Fraingerg, Gli anni magici, Armando editore, Roma, 2006

Il bambino crede che i suoi desideri, i suoi pensieri siano strumenti che producano eventi. Egli pensa, insomma, di poter far accadere ciò che vuole, di risolvere tutto con un colpo di bacchetta magica. Con un colpo di matita viola, nel caso del piccolo Harold!

Una finestra aperta sull’immaginazione

Una sera, dopo averci pensato su per un bel po’ Harold decise di andare a fare una passeggiata al chiaro di luna. Ma la luna non c’era e ad Harold serviva una luna per fare una passeggiata a chiaro di Luna.

Harold intraprende così il suo viaggio alla scoperta di un mondo che egli stesso disegna seguendo il flusso delle sue emozioni. Harold infatti come tutti i bambini è di indole avventurosa, quindi una delle prime cose che disegna è una foresta, ma piccola per non perdersi. Poi disegna un drago, così reale e spaventoso tanto da provarne timore egli stesso.

Così Harold indietreggia, la mano trema e disegna un oceano in cui improvvisamente affonda. Ma ecco il tratto viola della sua matita disegna una barca. Harold è salvo. Poi come per tutti i piccoli esploratori nasce il bisogno di riposare, di tornare a casa dopo tanto girovagare. Ma dov’è la finestra della sua camera? Harold ha un’idea. Disegna una montagna dalla cui cima certamente riuscirà a scorgere quella finestra. Ma una volta salito in cima, Harold si sorprende per la seconda volta…ed ecco che precipita nel vuoto ma la sua matita non lo abbandona e veloce disegna una mongolfiera. Anche questa volta, Harold è salvo. Alla fine grazie alla Luna che non lo ha mai abbandonato dall’inizio del viaggio riesce a ritrovare la finestra della sua stanzetta, dove quieto si addormenterà lasciando scivolare la matita per terra.

Harold tra realtà e fantasia

Il modo con cui Crockett Johnson riesce a rendere perfettamente logico, naturale e realistico tutto questo spiazza il lettore, soprattutto il lettore adulto. La sensazione è quella di essere spettatori di una storia che prende forma nel qui e ora, in maniera sincronica rispetto alla lettura. Un espediente narrativo che sorprende e affascina ad ogni lettura, dove realtà e immaginazione si mescolano sino a perdere ognuna i propri confini.
Ma qual è lo strumento che Crockett utilizza quale ponte tra il mondo di quaggiù e quello immaginario di Harold? La luna. Il suo primo disegno. La luna sarà il suo astro guida sino alla fine quando, proprio grazie alla sua presenza, ritroverà la finestra della sua camera.

Una seconda riflessione che mi ha concesso questo albo, proprio partendo dalla rappresentazione dell’immaginario bambino è l’esperienza che Harold fa della paura e il suo modo di affrontarla. Harold gioca con i suoi “fantasmi” e li sistema all’interno della narrazione con sicure vittorie conclusive. Una tappa evolutiva fondamentale per lo sviluppo nel bambino della fiducia in loro stessi e nelle proprie forze.

Un albo, insomma, che è un inno alla meraviglia ad ogni giro di pagina e che non può lasciare indifferente anche l’orecchio adulto.

Infine, una speciale menzione desidero farla alla qualità editoriale dell’albo. La copertina nera quasi vellutate regala al lettore un’esperienza sensoriale a tutto tondo!

Mariapia Basile è fondatrice di Firmino, sito specializzato sui temi dell'educazione alla lettura e della segnalazione di tutto quello che di nuovo c'è nel panorama editoriale della letteratura per l'infanzia e l'adolescenza. Avvocato e insegnante di sostegno nella scuola superiore di secondo grado, appassionata di letteratura giovanile, realizza incontri e corsi rivolti a genitori, educatori, insegnanti.