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Gattaccia Maledetta!

Gattaccia Maledetta

Non ho mai posseduto gatti, ma solo un cane che ho amato più della mia stessa vita. La mia esperienza con i gatti affonda nel sue radici nel periodo in cui ero bambina. Mia nonna abitava in un casa a piano strada. Era un vicolo chiuso dove si affacciavano diverse porte. Soprattutto nel tardo pomeriggio d’estate, le anziane signore erano tutte lì sedute sui marciapiedi accanto alle loro case e discutevano amabilmente. Tra loro gironzolava la gatta della vicina. Era una gatta marrone, dal pelo lungo. Era molto affettuosa e simpatica, ma spesso si arrampicava sui panni stesi e a quel punto le urla delle signore riempivano il vicolo. Non vi dico i teneri epiteti con la quale la povera gatta veniva apostrofata. Altro che gattaccia maledetta!

Gattaccia maledetta!

di Tony Ross, Traduttrice Sara Saorin, Camelozampa 2020 – Età di lettura dai 3 anni

La protagonista è una graziosa gatta ma che, come tutti i gatti, è imprevedibile, maldestra e qualche volta dispettosa. La gatta Susy vive con la famiglia Baggot che sembra davvero mal sopportare i piccoli e grandi guai che combina. Riempie di peli il pantalone del nonno, fa la pipì e la cacca un po’ ovunque, tira graffi sul divano. Ecco, diciamo che non fa nulla per evitare i rimproveri della sua famiglia. Gattaccia maledetta! Tutt’altro! Per questo suo modo di essere, era diventata un vero e proprio capro espiatorio…anche perché spesso era davvero colpa sua!

Susy allora un giorno da buona gatta dispettosa, che ha ben capito come funzionano gli umani , decide di dar loro una lezione e così da un giorno all’altro smette di mangiare. Questa situazione diventa fonte di grande preoccupazione per tutti i componenti della famiglia e così decidono di portarla dalla veterinaria. La casa sembrò essere improvvisamente vuota e silenziosa.

Ma cosa accadrà alla fine? Riuscirà la gatta Susy a far comprendere alla sua famiglia quanto in realtà le vogliano bene, nonostante tutto?

Non voglio svelarvi il finale, davvero divertente, ma passatemi una riflessione. Quando accogli un animale in casa, un qualsiasi animale, diventa un membro della famiglia a tutti gli effetti. La paura di perderlo è sempre lì dietro l’angolo. Un suo malessere diventa anche il tuo. Ricordo ancora quando la mia cucciolona si ammalò e quando da un giorno all’altro ci lasciò. Il vuoto e il silenzio presero il sopravvento.

Tutto questo Tony Ross ha saputo renderlo perfettamente con l’arguzia, la maestria e il suo essere dissacrante diventate la sua cifra stilistica. Come in altre sue opere, ci troviamo in presenza di una storia semplice ma al tempo stesso immediata e che offre diverse chiavi di lettura. Una storia che prende le mosse dalla vita reale e quotidiana di una famiglia e che Tony Ross mescola sapientemente con il pensiero magico, con il mondo fantastico proprio dei bambini. Il dialogo finale tra la gatta Susy e il cane Charlie è surreale e comico, ma è proprio in quel momento che l’autore ci invita ad una riflessione profonda. Ma la narrazione non termina lì, non perdevi i risguardi d’uscita.

Il tratto della matita di Tony Ross è inconfondibile. Traspare anche qui la naturalezza e la freschezza con cui copre di acquerello le pagine della storia. Ultima nota. Non potevo non evidenziare l’omaggio a Matisse con la riproduzione di una delle sagome dei Nudi Blu. Matisse fu un artista che non si arrese alla sua malattia. Si ingegnò creando opere magnifiche, brillanti, di grandi dimensioni. Il pittore sosteneva che un vero artista “non dovrebbe essere mai prigioniero di se stesso, della sua reputazione, del suo stile o del suo successo”. Una lezione che ha lasciato il segno nel mondo dell’arte, e non solo.

Mariapia Basile
Mi chiamo Mariapia Basile, sono pugliese, e sono un avvocato. Ho da sempre indirizzato i miei studi verso la legislazione minorile e il diritto delle tecnologie informatiche. Ma i percorsi della vita non sono sempre lineari, così tre anni fa ho deciso di fondare una associazione di promozione sociale, Lo Scrigno. Da allora mi occupo di infanzia, maternità e genitorialità, sviluppando un percorso di accompagnamento alla lettura che parte sin dall’epoca prenatale.